Performance marketing

Performance Marketing: ottimizza la tua conversione con il retargeting

retargeting

Durante la prima visita su un sito di e-commerce, solamente una minima parte dei visitatori (meno del 5%) genera una conversione diretta. Per conversione s’intende l’acquisto di un prodotto o di un servizio, l’iscrizione ad una newsletter o all’evento che si sta organizzando. Tuttavia, poiché a volte è difficile trattenere i visitatori sul proprio sito nonostante tutti gli sforzi per ottimizzarlo, l’integrazione di una strategia di retargeting costituisce un fattore chiave per la creazione di campagne di marketing riuscite che faccia tornare i visitatori trasformandoli in clienti.

Cos’è il retargeting ?

Il retargeting (a volte chiamato anche remarketing) è una tecnica che si concentra sulle persone che hanno visitato il tuo sito senza generare conversione. Il principio è semplice: un utente visita il tuo sito e poi lo abbandona senza lasciare traccia. Navigando sul web, poche ore o pochi giorni dopo, gli compare davanti agli occhi un annuncio con il nome del tuo sito. È l’occasione ideale per stimolare un ricordo positivo ed incoraggiarlo a continuare la navigazione… Stavolta magari con una conversione!

Come funziona il retargeting ?

Tutto accade dietro le quinte: i siti web visitati depositano dei cookies o dei codici di tracking per collegare l’utente ad un profilo specifico. In tal modo, le agenzie pubblicitarie ottengono le informazioni necessarie per creare un messaggio su misura per queste persone, già qualificate perché hanno visitato il tuo sito e conoscono il tuo marchio. È quindi un modo efficace per ottimizzare il tuo performance marketing.

Integrare il retargeting in una strategia globale

Il retargeting è uno strumento molto efficace per aumentare il tasso di conversione e sfruttare un pubblico già parzialmente conquistato. Bisogna comunque precisare che il retargeting non porterà nuove persone sul tuo sito. Non è questo il suo compito, per il quale esistono altri strumenti. Il retargeting funziona anche meglio se integrato in una strategia digitale completa che includa l’inbound marketing, adwords, una buona presenza sui social, ecc. Quante più persone visitano il tuo sito, tanto più il retargeting sarà efficace. È quindi un buon metodo per evitare di perdere i contatti con un pubblico qualificato che rischia di essere sedotto dalla concorrenza.

3 buone pratiche da seguire

Utilizzare il retargeting con saggezza richiede esperienza, tatto e una buona dose di strategia ed intelligenza emotiva. Per evitare di sbagliare strada, tieni a mente questi tre consigli essenziali.

Frequenza e velocità di sposizione

Uno o due visite al tuo sito non giustificano necessariamente l’inizio immediato di una campagna di retargeting. A seconda del settore di attività, il processo di acquisto può essere molto lungo (soprattutto nel B2B) e coinvolgere diverse figure chiave. Una sovraesposizione pubblicitaria può quindi essere controproducente.

Prima di tutto, è possibile che questa persona ignori il tuo annuncio volontariamente perché utilizza una funzione di blocco degli annunci, o involontariamente perché è soggetta al banner-blindness, un fenomeno che causa un’ignoranza parziale o totale degli annunci presenti in una pagina web.

In secondo luogo, vedere su Facebook l’annuncio di un sito appena lasciato espone ad un altro rischio: quello dell’associazione negativa con il tuo marchio. Il visitatore può sentirsi controllato e spiato e sviluppare una reazione di rigetto con la tua azienda. È un pregiudizio cognitivo da tenere in considerazione. Bisogna dunque adottare una strategia per trovare la frequenza ed il ritmo giusto dell’esposizione per la propria campagna; l’agenzia che ti seguirà saprà formulare le raccomandazioni più adeguate alla tua situazione.

Il burn pixel

Non c’è niente di peggio di un visitatore che, dopo diverse visite al tuo sito, genera conversione ma continua nonostante tutto ad essere inondato dalle tue pubblicità di retargeting contenenti lo stesso messaggio. Per evitare questa situazione imbarazzante, è importante usare un “burn pixel” nell’ultimo passaggio del funnel di conversione. Questo pixel integrato in una pagina di post-transazione indica che questa persona ha convertito e non deve più ricevere pubblicità di retargeting come gli altri.

Ciò non significa che i visitatori che hanno generato conversione non debbano più essere inclusi in una strategia di retargeting, ma questa deve essere molto diversa e personalizzata.

Buona segmentazione del pubblico

Una strategia di retargeting si deve basare su dei dati personalizzati. Non devi usare la stessa pubblicità con tutti. Alcuni visitatori si fermeranno all’homepage, altri andranno sulla pagina specifica di un prodotto, altri ancora leggeranno solo il tuo blog o contatteranno il servizio clienti. Avendo codici di tracking diversi sotto ogni pagina, sarai in grado di adattare il contenuto delle tue pubblicità per una maggiore efficacia.

Il retargeting è fondamentale nel performance marketing. Non solo permette di lavorare direttamente su un pubblico qualificato, ma offre anche la possibilità di controllare efficacemente gli internauti con un potenziale di conversione interessante. Il retargeting è uno strumento da tenere attivo per aumentare le prestazioni aziendali, sia sui social network che sul web in generale.

 

Se quest’articolo ti è piaciuto scarica il nostro ebook “Tutto quello che c’è da sapere per incrementare il rendimento delle proprie campagne digitali.” Puoi anche scoprire le nostre soluzioni di marketing per massimizzare le prestazioni o contattarci per ulteriori informazioni!

Ana | Kwanko

The author Ana | Kwanko

Leave a Response