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LA PUBBLICITÀ NATIVA HA UCCISO I FORMATI DIGITALI PUBBLICITARI TRADIZIONALI?

publicité native ou publicité traditionnelle

Colpevole di anni di errori che hanno costretto molti utenti ad dotarsi di ad-blocker, l’industria della pubblicità ha visto nella pubblicità nativa la possibilità di rimediare agli sbagli del passato. Meno invadente, più mirata, meglio valorizzata e capace di creare un’esperienza di vendita più coerente, la pubblicità nativa è diventata lo standard per le aziende che vogliono comunicare attraverso il web. E funziona: uno studio ha dimostrato che la pubblicità nativa viene vista quasi il doppio delle volte rispetto alla tradizionale pubblicità digitale. Anche se a volte si critica la sua mancanza di trasparenza o di etica, bisogna ammettere che ha saputo imporsi rispetto ad altri grandi formati. Si può quindi considerare migliore?

LA SUPREMAZIA DELLA pubblicità nativA

La pubblicità nativa ha iniziato ad imporsi gradualmente dal 2010, con un approccio più rispettoso ed elaborato. Non è più il sito web a dover adattarsi alla pubblicità, ma piuttosto il contrario. Tale pubblicità riesce ad integrarsi armoniosamente in un design esistente con informazioni coerenti con il contenuto letto. La pubblicità diventa così più credibile e si definisce “nativa”, in quanto completamente integrata ed allineata con un certo layout ed una certa linea editoriale.

Tuttavia, per evitare eccessi e delusioni, per essere veramente efficace la pubblicità deve puntare sulla qualità. Deve quindi mostrare contenuti di qualità, pertinenti e davvero interessanti, e titoli accattivanti con un delicato equilibrio tra coerenza qualitativa e la tentazione – sempre presente – al clickbait.

Gli inserzionisti hanno già investito molto nella pubblicità nativa e questo porta a concentrarsi sull’attuazione di una strategia di content marketing con informazioni più mirate e dettagliate.

Buzzfeed, uno degli editori esperti nel settore, ha infatti confermato i vantaggi della pubblicità nativa in uno studio effettuato per uno dei suoi clienti. General Electric appariva allora come un’azienda innovativa, stimolante e creativa.

La questione della PERTINENZA

Integrare i propri contenuti con l’aiuto di un grande editore, basando il proprio design su un layout simile, è una vera manna per tutti. Gli inserzionisti possono ricevere i dati dei clienti più importanti in modo da rivolgersi alla persona giusta al momento giusto sul dispositivo giusto, mentre gli editori possono monetizzare i loro contenuti ed il loro pubblico, oltre a finanziare il proprio sviluppo.

Dobbiamo allora chiederci chi vogliamo raggiungere e cosa vogliamo dire. Alcuni obiettivi di comunicazione sono difficili da raggiungere nella pubblicità nativa, la quale attira l’utente con un titolo spesso accattivante e la promessa di un contenuto che deve essere di buona qualità.

Non bisogna concepire la pubblicità nativa come uno strumento come tanti altri. Come un cuoco ha a disposizione diversi coltelli per fare bene il proprio lavoro, il marketing dispone di diversi formati per raggiungere la persona giusta secondo i propri obiettivi.

IL NATIVE ADVERTISING diventa una pubblicità digitale tradizionale

Dopo diversi anni di esistenza, è difficile confrontare pubblicità nativa e pubblicità digitale tradizionale. Anche se è stato possibile all’inizio per la novità della pubblicità nativa, quest’ultima è ora completamente integrata nel settore generale della pubblicità digitale. Se i banner sgargianti, invadenti e irrilevanti hanno quasi cessato di esistere, ci sono ancora delle soluzioni di visualizzazione più elaborate che possono funzionare in abbinamento alla pubblicità nativa.

La pubblicità digitale è diventata più sommessa, adattandosi alle nuove abitudini di consumo dei contenuti. Video, pre-roll, passando dai tweet o dai post sponsorizzati sui social network: gli inserzionisti hanno ora a disposizione un arsenale completo.

Da questa diversità nasce l’importanza di campagne più strutturate e complete per promuovere un’azienda o vendere un prodotto o un servizio ad una certa clientela.

Ogni formato pubblicitario presenta vantaggi e svantaggi. La pubblicità nativa lavora sull’immagine del marchio, riassicurando, sviluppando la reputazione o le caratteristiche intrinseche dell’azienda, mentre il display advertising si concentra sulle funzionalità principali e sui vantaggi competitivi di un’offerta. La pubblicità sotto forma di video, invece, si basa su dimostrazioni, test o sul coinvolgimento del pubblico.

Non esiste una strategia pubblicitaria basata esclusivamente sulla pubblicità nativa. Quest’ultima ha “ucciso” i vecchi formati divenuti obsoleti, diventando uno dei fattori di crescita preferiti per comunicare in modo migliore ed orientarsi verso campagne dalla qualitatà più elevata.

 

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Laura Spitz

The author Laura Spitz

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